Italia e Libia, verso un nuovo equilibrio?

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Negli ultimi mesi si è parlato molto, e con poca chiarezza, di un possibile intervento militare contro l’IS in Libia. L’Italia, inizialmente immaginata dagli Stati Uniti a capo di una coalizione Occidentale, per lungo tempo non ha preso chiare posizioni su un futuro intervento.Le ultime notizie sembrano smentire un futuro ritorno in Libia da una possibile coalizione occidentale per ragioni politiche, di sicurezza, e tattiche. Al contrario si può notare una nuova attenzione da parte dell’occidente agli sviluppi sul lungo termine nella regione e alla necessità in Libia di maggiore stabilità politica.

Nel dicembre 2015 il Consiglio di Sicurezza aveva supportato la creazione di un nuovo governo Libico con sede a Tripoli. Ma, nonostante il sostegno a livello internazionale, l’amministrazione di Al Sarraj ha dovuto confrontarsi per il controllo del paese con i due governi rivali, a Tripoli e Tobruk, e, soprattutto, con le centinaia di milizie locali. L’Italia, durante le discussioni su un possibile intervento nei primi mesi del governo Al Sarraj, ha dato estrema importanza alla rischiosa frammentazione politica Libica. In un primo momento la condizione posta dall’Italia per un eventuale azione è stata la presenza di un governo di unità nazionale in Libia in grado di approvare, congiuntamente con il Consiglio di Sicurezza, l’eventuale intervento Italiano. Tali considerazioni sottolineano le lezioni imparate dai passati interventi in Medio Oriente e la voglia in Italia di seguire la legge internazionale, muovendosi con il supporto internazionale e locale.

Successivamente, la decisione di Al Sarraj a luglio di non chiedere il supporto di truppe estere contro l’IS indica nuove possibilità diplomatiche tra il Nord Africa e l’Occidente. L’IS non ha la capacità di impadronirsi di una zona estesa in Libia e, al momento, un intervento sarebbe precoce. Inoltre, a differenza di quanto precedentemente deciso ed attuato in Iraq e Siria, la consapevolezza che l’IS non possa essere sconfitto senza un forte e legittimo governo locale ha guidato le decisioni Italiane. L’interesse mostrato dall’Italia verso le scelte del governo locale è un importante precedente per le future scelte politiche e militari, in quanto si è posta attenzione alla ricostruzione e alle scelte del governo, presupposto per la creazione di una stabilità interna.

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